Mobile suit Gundam
Da Teleschermo Blu.
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Mobile suit Gundam (機動戦士ガンダム — Kidō Senshi Gundam — "Guerriero mobile Gundam") è una serie a cartoni animati giapponese. Prodotta dalla Nippon Sunrise fu trasmessa per la prima volta in Giappone dal 7/4/1979 al 26/1/1980, a cadenza settimanale. La serie consta di 43 episodi, riassunti nel 1981 in 3 film cinematografici, ancora inediti in Italia[1] . Gli autori sono Hajime Yatate (nome fittizio che cela il contributo dello staff creativo della Sunrise) e Yoshiuki Tomino.
Ai tempi della prima trasmissione televisiva italiana, la serie fu divisa in due parti. La prima andò in onda col titolo Gundam mentre la seconda fu titolata Il ritorno di Gundam.
Gundam ha significato tantissimo per l'animazione giapponese e in particolare per il filone robotico. Senza contare l'impatto che ha avuto sulla società nipponica, impatto che, durevole e immutato, giunge sino ai giorni nostri. Basti pensare che una delle più importanti riviste di modellismo al mondo porta un nome, Newtype, che deriva proprio da questa serie. Si può parlare di un vero e proprio shock culturale [2]
L'universo di Gundam si espande da 30 anni in innumerevoli forme; dai manga ai romanzi, dai modellini di ogni tipo e dimensione, dai videogiochi ai film.
Trama
Per fronteggiare il crescente problema della sovrappopolazione sulla Terra, dal 2045 vengono messi in orbita diversi satelliti artificiali, raggruppati in isole chiamate Side, in grado di ospitare milioni di esseri umani ciascuna. Con l'immigrazione su questi satelliti, viene creato un nuovo calendario denominato Universal Century (abbreviato in UC).
Nell'anno UC0079, scoppia una guerra d'indipendenza tra alcune colonie, guidate dal governo militarista di Side 3 autoproclamatosi Principato di Zeon, e la Federazione Terrestre. Questa guerra è caratterizzata da scontri ravvicinati, a causa dell'utilizzo di particolari radiazioni in grado di oscurare i radar, e dall'utilizzo di giganteschi robot antropomorfi, detti mobile suit, pilotati da soldati appositamente addestrati.
Durante questo sanguinoso conflitto, che verrà poi ricordato nelle cronache come la Guerra di Un Anno, si distingue l'equipaggio dell'astronave federale terrestre Base Bianca, composto per lo più da giovani cadetti inesperti o da civili, e in particolar modo Amuro Rei il pilota quindicenne del Gundam RX-78, un prototipo particolarmente versatile e potente di mobile suit.
Edizione italiana
In Italia la serie fu importata dalla V.I.D. (Video International Distributors) e mandata in onda da TeleMontecarlo in due riprese. La prima parte di 26 episodi fu trasmessa quotidianamente col titolo di Gundam a partire dal 9/2/1980. La seconda tranche, intitolata Il ritorno di Gundam, dal 6/5/1980[3]. Di questa seconda parte non vennero trasmessi, durante il primo passaggio televisivo, 3 episodi (n.30, 33, 39).
Successivamente la serie venne trasmessa in replica su alcune emittenti locali, per poi essere bandita fino al 2004, a causa di questioni legali coi detentori giapponesi dei diritti sulla stessa.
Appunto dal 24 Agosto 2004, col titolo Mobile Suit Gundam, la serie è stata trasmessa da Italia 1, in maniera aperiodica con una nuovo doppiaggio a cura della Dynit. Per volere dell'autore Yoshiyuki Tomino, in questa nuova versione sono stati ripristinati i nomi originali dei personaggi ed è stato omesso l'episodio n.15.
La stessa Dynit ha raccolto la serie in DVD in 11 volumi pubblicati mensilmente a partire dal 27/9/2007. Video preso da master originale restaurato, compresenza sia del doppiaggio storico che di quello nuovo come di entrambe le videosigle e sigle.
A questa edizione ne ha affiancata un'altra identica chiamata Limited Box uscita sempre il 27/9/2007 che raccoglie in 2 cofanetti gli 11 dischi.
Sigle
La sigla italiana del 1980, intitolata Gundam, è stata composta da Mariano Detto (musica) e Andrea Lo Vecchio (testo), per l'etichetta Meeting, ed eseguita da Peter Rei, pseudonimo di Mario Balducci, con la partecipazione ai cori degli stessi Detto e Lo Vecchio, in particolar modo quest'ultimo recita anche il parlato sul finale della canzone.
L'edizione televisiva italiana del 2004 vede, invece, dei brevi accenni di pochissimi secondi di Tobe! Gundam (翔べ! ガンダム, "Vola! Gundam"), per la sigla iniziale, e di Sassō Taru Char ( 颯爽たるシャア, "Il valoroso Char"), come sigla finale, originariamente facente parte del commento musicale della serie.
Nell'edizione in DVD sono selezionabili anche le sigle originali giapponesi: Tobe! Gundam, sigla iniziale, ed Eien Ni Amuro (永遠にアムロ — "Amuro per sempre"), sigla finale.
Doppiaggio
Per il primo passaggio televisivo in Italia questo aspetto fu curato dalla Sinc Cinematografica ed ebbe come direttore del doppiaggio Renzo Stacchi.
Per il passaggio del 2004 la serie è stata nuovamente doppiata a cura della E.T.S. (European Television Service) con Fabrizio Mazzotta alla direzione e all'adattamento e Federico Colpi alla traduzione. Questa seconda versione ha la particolarità di essere stata seguita personalmente dal creatore e regista Yoshiyuki Tomino, che non solo ha preso parte all'assegnazione dei ruoli, ma ha dato direttive anche per la rumoristica.
Personaggi
I nomi sono tratti dalla seconda edizione per facilitare la comprensione di tutta la saga in cui, alcuni personaggi, sono ricorrenti. Di fianco all'immagine sono elencati il nome originale in ideogrammi e i doppiatori italiani. Tra parentesi il nome della prima edizione qualora differisca dalla seconda.
Amuro Ray
アムロ・レイ
Versione VID: (Peter Rei) Saverio Garbarino
Versione Dynit: Davide Perino
Il protagonista è un ragazzo introverso dedito alla meccanica. Sua creazione è il robot sferico Haro che lo seguirà fedelmente per tutta la serie. Catapultato nel mezzo della guerra entrerà in possesso accidentalmente del robot antropomorfo da battaglia Gundam e si unirà malvolentieri all'Esercito Federale nella lotta contro Zeon e il suo campione Char che inevitabilmente ne sarà nemesi. Durante la guerra dimostrerà un'innata capacità combattiva che lo renderà il pilota più forte, capacità che verrà approfondita e spiegata nella seconda parte della serie.
Bright Noa
ブライト・ノア
Versione VID: Stefano Carraro
Versione Dynit: Giorgio Borghetti
Giovane militare che si ritroverà al comando della Base Bianca, anche nota come "cavallo alato", mezzo volante da guerra di ultima generazione che dovrà guidare in numerose e pericolose battaglie impartendo ordini ad un inesperto equipaggio di suoi coetanei.
Sayla Mass
セイラ・マス
Versione VID: (Seira Masu) Francesca Bregni
Versione Dynit: Laura Lenghi
Addetta alle comunicazioni sulla Base Bianca diverrà poi pilota dimostrandosi abile combattente. Da subito ha un rapporto ambiguo con Char che in più occasioni tenta di dissuaderla dal continuare il conflitto.
Kay Shiden
カイ・シデン
Versione VID: Vittorio Guerrieri
Versione Dynit: Stefano Crescentini
Pilota del Guncannon, ha un rapporto conflittuale con tutti i membri della Base Bianca per la sua disillusione e avversione all'ordine gerarchico militare. Ciononostante maturerà nel proseguio della guerra rivelandosi un valoroso e affidabile soldato.
Hayato Kobayashi
ハヤト・コバヤシ
Versione VID: Massimo Corizza
Versione Dynit: Corrado Conforti
Pilota del Guntank, si ritrova coinvolto nella guerra proprio come Amuro in quanto abitante di Side 7 e quindi costretto alla fuga dopo l'attacco zeoniano. Sarà nella Base Bianca, tra tutti i civili imbarcati e costretti alla lotta, il più disciplinato e obbediente.
Char Aznable
シャア・アズナブル
Versione VID: (Maggiore Shia) Massimo Rossi
Versione Dynit: Fabio Boccanera
L'altro protagonista della serie milita nelle forze del Principato di Zeon ricevendo il soprannome di "Cometa Rossa" per la sua invicibile capacità di pilotare i Mobile Suit. Indossa sempre un casco che ne cela la vera identità e che lo rende, insieme ad intrighi politici tessuti durante tutta la serie, il personaggio più misterioso e carismatico.
Famiglia Zabi
Degwin Sodo Zabi — デギン・ソド・ザビ
Gihren Zabi — ギレン・ザビ
Dozle Zabi — ドズル・ザビ
Kycilia Zabi — キシリア・ザビ
Garma Zabi — ガルマ・ザビ
Versione VID: (Giren) Erasmo Lo Presto, (Dozol) Renzo Stacchi e Mimmo Palmara, (Kirisha) Anna Teresa Eugeni, (Garma) Roberto del Giudice
Versione Dynit: (Degwin) Diego Reggente, (Gihren) Luca Ward, (Dozle) Mario Bombardieri, (Kycilia) Antonella Baldini, (Garma) Alessandro Quarta
La famiglia egemone che ha instaurato il Principato a Zeon è composta da 5 persone.
Degwin Sodo Zabi, reggente e fautore della guerra.
Ghiren Zabi, primogenito che fomenta il conflitto e l'odio tra terrestri e spazionoidi attraverso calcolate macchinazioni politiche.
Dozle Zabi, dal corpo enorme è il membro della famiglia più schietto che preferisce l'azione alla tattica e alla politica.
Kycilia Zabi, unica donna che deve dimostrarsi tenace e risoluta per non essere al di sotto dei fratelli. Si trova in competizione spietata con Ghiren.
Garma Zabi, ultimogenito della famiglia è il preferito del padre e del fratello Dozle. Amico di Char fin dall'Accademia Militare è il meno interessato alla guerra.
Episodi
Approfondimenti
Originariamente, Yoshiyuki Tomino aveva scelto come titolo per questa serie Freedom Fighter Gunboy (自由戦士 ガンボイ, Jiyū Senshi Gunboy). Gunboy sarebbe stata semplicemente l'unione dei vocaboli inglesi gun (fucile) e boy (ragazzo), vista la caratteristica arma utilizzata dal robot, in relazione col target di pubblico a cui era indirizzato il cartone. In fase di pre-produzione, inoltre, vi erano molti termini inglesi che facevano riferimento alla parola inglese freedom (libertà), molti mezzi che sarebbero stati presenti nella serie portavano la componente freedom nel nome: la White Base (Base Bianca nell'adattamento italiano) si sarebbe dovuta chiamare Freedom's Fortress (Fortezza della Libertà), il Core Fighter sarebbe dovuto essere Freedom Wing (Ala della Libertà), ecc. Il nome Gunboy non risultava convincente e l'equipe della Nippon Sunrise, con cui Yoshiyuki Tomino lavorava, propose la contrazione Gun-dom (ガンドム) unendo la sillaba finale della parola freedom, al posto di boy. Per migliorare l'aspetto puramente grafico del nome, in caratteri katakana, Tomino lo cambiò in Gun-dam (ガンダム), giocando anche sul significato che avrebbe potuto assumere: dato che in inglese, dam significa diga, il gundam sarebbe potuto essere un'arma in grado di contenere gli assalti dei nemici, esattamente come una diga che contiene le inondazioni. Questo portò alla concezione definitiva del robot stesso e degli altri mecha.
Una notizia degna di menzione per il riscontro di pubblico avuto dalla serie sin dalla sua prima apparizione è questa:
- «... in Giappone il 21 febbraio 1981: i telegiornali del pomeriggio riportarono di un’insolita manifestazione in corso davanti alla stazione di Shinjuku, i cui numerosi partecipanti indossavano "armature" di cartapesta – una cosa mai vista, fino ad allora – che riproducevano le fattezze del mobile suit.» [4].
Di seguito i titoli dei tre film cinematografici di cui si accenna nell'introduzione:
- Kidō Senshi Gundam (機動戦士ガンダム — "Guerriero mobile Gundam"), uscito in Giappone il 14 marzo 1981.
- Kidō Senshi Gundam II: Ai senshi ben (機動戦士ガンダム II 哀戦士編 — "Guerriero mobile Gundam 2: Il capitolo dei soldati del dolore"), 11 luglio 1981.
- Kidō Senshi Gundam III: Meguriai uchū hen (機動戦士ガンダム III めぐりあい宇宙編 — "Guerriero mobile Gundam 3: Il capitolo degli incontri nello Spazio"), 13 marzo 1982.
I fumetti ispirati a questa prima serie di Gundam pubblicati in Italia sono:
- Gundam 0079, testi e disegni di Kazuhisa Kondo, Modena, Planet Manga, 2000.
- Basata sulla storia originale di Yatate e Tomino queste serie è molto fedele al cartone animato e attenta alla resa grafica dei mobile suit più che a quella dei personaggi. Pubblicata in maniera aperiodica a partire dall'Ottobre 2000 la serie è stata sospesa al numero 20.
- Il primo numero è apparso sul quattordicesimo volume della collana Manga Legend. Il titolo originale della serie è lo stesso con cui è stata presentata in Italia, originariamente serializzato in Giappone nel 1994 per Media Works.
- Gundam - Record of MS wars, testi di Masaya Takahashi e disegni di Kazuhisa Kondo, Modena, Planet Manga, 2002.
- Questa opera in due volumi segue le gesta del giovane pilota zeoniano Frederick Brown, dai giorni dell'addestramento sino alle grandi battaglie spaziali e terrestri. Pubblicato sui numeri 30 e 31 della collana Manga Legend nei mesi di Febbraio e Marzo. Il titolo originale dell'opera è Record Of Mobile Suit Wars, pubblicata in Giappone a partire dal 1995 per Media Works.
- Gundam - MS generation, testi e disegni di Rei Nakahara, Modena, Planet Manga, 2002.
- Due volumi che raccontano le vicende del fotoreporter Thomas P. Ihms impegnato a documentare la Guerra di Un Anno direttamente dal fronte. Si focalizza su episodi minori dove i protagonisti sono comuni soldati, carristi o piloti collaudatori. Pubblicato sui numeri 32 e 33 della collana Manga Legend nei mesi di Aprile e Maggio. Il titolo originale dell'opera è Kidohsenshi Gundam MS Generation, serializzato in Giappone dal 1998 da Media Works.
- Gundam - The Blue Destiny, testi e disegni di Mizuho Takayama, Modena, Planet Manga, 2002.
- Racconto in due volumi basato sul videogioco dallo stesso titolo, narra di un gruppo di piloti collaudatori della Federazione alle prese con un nuovo modello di mobile suit, chiamato Blue Destiny, che monta un sistema di pilotaggio, l'EXAM, ancora sotto sperimentazione segreta. Pubblicato sui numeri 34 e 35 della collana Manga Legend nei mesi di Giugno e Luglio. La prima edizione giapponese, con lo stesso titolo dell'edizione italiana, fu pubblicato a partire dal 2001 per Kodansha. Sullo stesso soggetto Yuna Minakawa ha scritto un romanzo pubblicato da Kodansha ancora inedito in Italia.
- Gundam Origini, testi e disegni di Yoshikazu Yasuhiko, Bosco (PG), Star Comics, 2004.
- Basato sulla storia originale di Yatate e Tomino e con il mecha design di Kunio Okawara, questa serie ancora in corso di pubblicazione rivisita tutta la Guerra di Un Anno sviscerandone ogni particolare e portando alla luce fatti rimasti nell'ombra o non narrati. Pubblicazione trimestrale iniziata nell'Ottobre 2004 sul primo numero di Gundam Universe ha raggiunto adesso il numero 18. Serializzato dal 2002 in Giappone col titolo Kidosenshi Gundam The Origin per Kodokawa Shoten.
- Gundam Lost War Chronicles testi e disegni di Masato Natsumoto, Bosco (PG), Star Comics, 2005.
- Il terzo plotone, unità di piloti collaudatori della Federazione, è il protagonista di questi due volumi che si snodano attravero la Guerra di Un Anno incrociandone marginalmente alcuni protagonisti ed eventi bellici. Pubblicato sul numero 4 e 8 della collana Gundam Universe nei mesi di Gennaio e Maggio 2005. Originariamente edito in Giappone per Kadokawa Shoten, nel 2002, col titolo Kidosenshi Gundam Senki Lost War Chronicles.
- Gundam C.D.A. testi e disegni di Hiroyuki Kitazume, Bosco (PG), Star Comics, 2005
- C.D.A. sta per Char's deleted affair ovvero tutto ciò che accadde al più abile pilota del Principato di Zeon dopo la fine della Guerra di Un Anno. La serie prende il via dall'ultima battaglia del conflitto narrato dal cartone animato per indagare le vicende successive che legheranno Char e altri personaggi ai conflitti futuri. La serie è ancora in corso di pubblicazione con cadenza semestrale e ha raggiunto adesso il numero 10. Presentata sulla rivista Storie di Kappa n. 124 e 127 è dal terzo volume passata sulla collana Gundam Universe. Serializzato dal 2002 in Giappone col titolo Kidosenshi Gundam C.D.A. Wakaki Suizei No Shozo per Kodokawa Shoten.
Riferimenti
- ↑ I tre film cinematografici sono stati realizzati con gran parte delle stesse animazioni originali ma anche con scene ridisegnate che ne modificano parzialmente la trama.
- ↑ Andrea Baricordi, Questo non è un fumetto, Gundam Origini n.1, Ottobre 2004.
- ↑ Date delle messa in onda su Prima TV
- ↑ Andrea Baricordi, Questo non è un fumetto, cit.
Bibliografia
D. Cortese e P. Merenda, Mobile Suit Gundam, in SuperConsole n. 18, Settembre 1995, p.68-70.
D. Castellazzi, Gundam: la prima serie TV, in Gundam 0079 n.1, Ottobre 2000, p.4-5.
D. Castellazzi, Mobile Suit Gundam RX-78, in Robot Magazine n.1, Marzo 2004, p.36-43.
F. Fornario, Parla il 'papà' di Gundam, in Gundam Origini n.1, Ottobre 2004, p. 218-220.
Collegamenti esterni
- Scheda del cartone su Tana delle Sigle
- Scheda del doppiaggio su AntonioGenna.net
- Minisito web della Dynit dedicato a Gundam
- Portale web dedicato a Gundam
- Sito web della Sunrise Inc.








