Elisabetta Viviani
Da Teleschermo Blu.
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Elisabella Viviani (Milano, 4 ottobre 1955) è un’attrice, cantante e showgirl che ha anche cantato alcune sigle televisive, tra cui Heidi e La banda dei cinque.
Biografia artistica
Elisabetta Viviani esordisce nel mondo dello spettacolo ancora bambina, nel 1962, prestando la sua voce ad alcuni Caroselli. Nei primi anni '70 debutta in teatro recitando in Lo spirito del bosco e poco dopo come protagonista in Il giorno in cui sequestrarono papà. Nel 1974 debutta invece in televisione chiamata dalla Rai per recitare il ruolo di protagonista nell'operetta No no Nanette, con Gianrico Tedeschi e Claudio Lippi, musiche del maestro Ceragioli e cori dei Ricchi e Poveri. Dal successo della trasmissione nascono un album e il primo 45 giri cantato da Elisabetta: No no Nanette / Col cuore di un bambino, inciso per la Clou.
Elisabetta continua così per qualche anno a dividersi fra teatro (I diari di Benedetto Bertoli nel 1975), televisione (L'acqua cheta e Alle sette della sera nel 1974, La donna serpente nel 1976, Valentina,una ragazza che ha fretta e una fortunata réclame per il detersivo Sole Bianco nel 1977, Alle nove della sera e Ma che scherziamo? nel 1978) e musica leggera (Caro mio nel 1976, Susanna verso il sole nel 1977), fino al 1978, anno del travolgente successo di Heidi, sigla del cartone animato omonimo, incisa per la Rca, che vende un milione e mezzo di dischi, lambendo addirittura il primo posto in classifica.
Le dimensioni dell'enorme successo discografico si rivelano quasi un ostacolo per la Viviani, che vorrebbe privilegiare la propria carriera televisiva. Ad ogni modo, a parte l’inevitabile lungo seguito di sigle tv ancora affidate alla sua voce, e la partecipazione sanremese del 1982 (C’è), la Viviani continua a lavorare in tv fino a tutti gli anni '90, sia in Rai (Macario 1 e 2 e Macario più nel 1979, Valentina nel 1980, Mademoiselle Mitouche e Buonasera con... nel 1981, Passioni la prima soap opera completamente italiana, girata nel 1986, ma apparsa in tv nel 1989), sia in Fininvest (La sai l'ultima? e Tenera è la notte nel 1991, 4 salti nel '92 nel 1992, E' domenica nel 1993, Buongiorno amica nel 1994, Telesveglia nel 1996, In crociera nel 1999), sia nelle tv locali (Peter Pan dalla parte dei ragazzi nel 1997), con anche qualche apparizione cinematografica (Asso nel 1988, Una storia balorda nel 1989).
Nel 2000 partecipa alla puntata pilota di Macchemù, programma di Italia 1 dove gareggiarono le migliori sigle anni ’70 e ’80, conquistando la seconda posizione.
Numerosi i cd per bambini pubblicati negli anni dove Elisabetta ricanta le sue sigle assieme ad altre canzoni di successo. Alternati a partecipazioni televisive e concerti non hanno mai fatto tramontare una stella ancora vivida come quella della Viviani.
Sigle
Elisabetta Viviani esordisce nel mondo delle sigle tv nel 1978 con Heidi, sigla dell'omonimo cartone animato giapponese.
Nel 1979 canta La banda dei cinque, sigla del telefilm omonimo, e Canzone logica, versione italiana della famosissima The Logical Song dei Supertramp, sigla della trasmissione televisiva Il Protagonista.
A queste fanno seguito, nel 1982, Canzone contro, sigla del Topolino Show, e, nel 1989, Sarà Bellissima, sigla dello sceneggiato Passioni, firmata da Lucio Macchiarella e Franco Michalizzi e cantata in duetto con lo stesso Franco Micalizzi .
Negli anni '90 incide le sigle, rimaste inedite, per alcune delle trasmissioni da lei condotte: E' domenica, firmata da Riccardo Zara e Adriano Bonfanti e cantata con i Piccoli Cantori di Milano, 4 salti nel '92, duetto con Giorgio Mastrota, e Telesveglia, firmata da Silvio Amato e Salvatore De Pasquale.
Intervista
Intervista rilasciata da Elisabetta Viviani a RadioAnimati, il 25 settembre 2009, trascritta da Annunziato Cangemi.
Escludendo Heidi, che è stato un grandissimo successo, Elisabetta Viviani ha fatto anche altro, giusto?
Sì, certo. Comunque premetto che amo molto Heidi e l'ho riscoperta ultimamente...
È replicatissima, è dappertutto! Sul satellite, sul digitale terrestre, è ovunque Heidi!Sì, ormai è diventato un tormentone tremendo!
Prima di Heidi che cosa c'è stato? Come sei arrivata nel mondo musicale?
Ho iniziato in teatro dove ho lavorato due anni. Dopodiché sono entrata in televisione e ho fatto No, no, Nanette!, una operetta, e dopodiché ho lavorato per otto anni in RAI facendo di tutto di più!
Tantissime trasmissioni...
Sì, con Macario, con Claudio Lippi... con tanti attori di prosa, Gianni Agus... Adesso non mi vengono in mente tutti. Ho lavorato anche con Marcello Marchesi in Ma che scherziamo?[1] che è stato il precursore di Scherzi a parte.
Com'è stato l'inizio? Come sei arrivata in televisione dal teatro?
Io sono andata in teatro a fare danza da quando avevo sette anni.
Quindi è stata la danza che ti ha aperto le porte del teatro e poi della televisione.
Sì, sì certo. A nove anni ho fatto parecchi Caroselli in televisione.
E com'è capitata l'occasione di cantare Heidi? Da lì è partito tutto, in pompa magna...
Io avevo un contratto con una casa discografica piccolina a Milano (la Clou, ndr). La RCA, allora famosissima casa discografica, mi ha praticamente comprato da questa piccola casa discografica per avermi nella sua scuderia e, contemporaneamente al momento in cui ho firmato il contratto, è saltato fuori questo Heidi che veniva dal Giappone, primo cartone animato giapponese in Italia[2]. Mi hanno chiesto se ero disposta a cantare la sigla e ho detto di sì.
All'epoca uno non aveva molta idea di cosa fossero questi cartoni animati giapponesi...
No, perché era il primo cartone animato che subentrava ai cartoni animati classici che c'erano allora.
Quando hai registrato Heidi, nello studio cosa si respirava? Che idea ti facevi?
Niente: io avevo già inciso parecchi dischi in precedenza, ero stata tante volte in sala d'incisione, quindi per me era una cosa in più.
Una cosa come un'altra?
Non era un evento storico. Mi ricordo che l'ho registrata la sera, l'abbiamo riascoltata e Franco Migliacci (autore del testo della sigla, ndr) mi ha detto: «Vai a dormire», perché lui forse non era soddisfatto. Venivo da Milano in aereo, quindi ero forse un po' stanca. Poi la mattina dopo ha detto: «Vieni qui e la rifai tutta d'un fiato» e l'ho rifatta...
...e quella è rimasta.
...è rimasta così.
Quandi hai inciso Heidi, ti aspettavi che diventasse questo grandissimo successo?
Assolutamente no! Son stata anche seconda in classifica: i primi erano i Bee Gees con la colonna sonora di La febbre del sabato sera, e poi c'ero io!
E i quarantacinque giri all'epoca, quando erano al secondo posto, vendevano milioni di copie!
Certo: era un milione di dischi, più o meno.
Elisabetta, ma perché dopo Heidi non ti è stato proposto di fare altre sigle di altri cartoni animati?Me ne hanno proposte sì! Prima ho fatto La banda dei cinque, che ha avuto un buon successo anche quella. Era un telefilm che andava in onda su Raidue. Poi mi hanno proposto di incidere la sigla di Remi - le sue avventure, ma contemporaneamente la RAI mi diceva che, se avessi continuato a fare sigle per bambini, non avrei più lavorato in televisione. Non so se vi ricordate che allora anche la Carrà rifiutava di fare le canzoni per i bambini. Per cui si è creato un attrito tra la RAI e la RCA, e io in mezzo dicevo "Io voglio continuare a fare televisione", quindi...... ..
...hai scelto un'altra strada, diciamo.
Sì, ho scelto un'altra strada, stupidamente, perché potevo comunque continuare su una strada che poi ha preso Cristina D'Avena.
Elisabetta, per Remi - le sue avventure non avevi inciso neanche un provino?
No, l'ha inciso un ragazzo che si chiama Sabino, che fra l'altro adesso è anche un mio amico. Allora era bambino e adesso è un bravissimo cantante che fa serate.
Dopo Heidi e La banda dei cinque ci sono state altre sigle nella tua carriera, come la sigla del Topolino Show che era Canzone contro... e anche Canzone logica che era la sigla della trasmissione Il protagonista. Te la ricordi?
Sì, sì, ho fatti tanti di dischi, tantissimi, però tutti ricordano solo Heidi. Canzone logica era la sigla di una trasmissione sportiva. Poi sono andata a Sanremo con la canzone C'è nel 1982, arrivando al terzo posto. E poi ho fatto cose parallele, perché io mi son sempre considerata non proprio una cantante. Ho cantato in tutti i lavori che ho fatto però non mi consideravo una cantante: io preferivo far l'attrice!Cosa ti ricordi dell'esperienza all'Ariston?
È un'esperienza che non si dimentica e infatti ho preferito che fosse l'unica!
Adesso che cosa stai facendo? Stai preparando qualcosa di nuovo?
Sì, adesso faccio sempre dei CD dedicati ai bambini. Il prossimo lavoro che mi aspetta è dedicato ai balli di gruppo. Poi sto facendo serate, spettacoli. Poi ho delle altre ospitate in televisione in RAI.
Speriamo che la CGD / Warner si decida anche a ristampare C'è, perché non è mai uscita su cd.
Eh, ma mi sto attivando per farlo. (C'è è stata pubblicata sul CD One Shot Festival nel febbraio 2010, ndr)
Riferimenti
- ↑ Trasmissione del 1976
- ↑ In realtà è stato preceduto da altri cartoni animati di produzione o coproduzione giapponese, trasmessi sulle reti locali, come Kimba, il leone bianco e Vickie il vichingo. Heidi detiene comunque il primato di essere il primo anime andato in onda sul servizio pubblico e con diffusione nazionale.
