Daikengo il guardiano dello spazio

Da Teleschermo Blu.

Il redattore di riferimento per questo articolo è: Tarrasque

Indice

daikengoilguardianodellospazio
Info edizione italiana
Prima trasm.:1981
Episodi:26
Leggi la scheda su Tana delle Sigle
Info edizione originale
Titolo originale:Uchū Majin Daikengō
Titolo (kanji):宇宙魔神ダイケンゴー
Titolo (kana):うちゅうまじんダイケンゴー
Titolo (romaji):Uchū Majin DAIKENGOO
Produzione:Tori prod. per Toei
Paese:Giappone
Prima trasm.:1978
Formato:serie tv
Episodi:26
Leggi la scheda su Tana delle Sigle
Sigle italiane
Sigla iniziale e finaleDaikengo
Sigle originali
Sigla inizialeUchū Majin Daikengō No Uta
Sigla finaleUchū No Otoko Rygar

Daikengo, il guardiano dello spazio (宇宙魔神ダイケンゴーUchū Majin Daikengō) è una serie a cartoni animati giapponese prodotta dallo studio Tori Pro per conto di Toei Animation. Andata in onda originariamente dal 17/7/1978 al 15/2/1979 sul canale TV Asahi, ogni giovedì dalle 18 alle 18.30. La serie consta di 26 episodi.

Trama

Il pianeta Magellano, sotto il comando di Lady Baracross e del generale Roboleon, sta conducendo una dura campagna di conquista della galassia. Il prossimo pianeta che rischia di cadere è Emperius, governato da re Empel.

Il principe ereditario Samson viene ucciso con l'inganno da Roboleon mentre sta cercando di arrestare le forze di Magellano su un pianeta vicino a Emperius. L'unica speranza rimane risveglio di Daikengo, il gigantesco robot protettore di Emperius. L'indomani è infatti atteso il passaggio della cometa conosciuta come il Guardiano dello Spazio, che passa in prossimità di Emperius ogni 950 anni, e la cui energia è in grado di ridestare il possente robot.

Il re decreta che sarà il proprio figlio minore Yuga ad assumersi la responsabilità del comando di Daikengo, dato che il maggiore Rygar sarà il successore al trono. Ma con sorpresa di tutti è proprio Ryger a decollare il giorno dopo, per il bene del fratello minore, di carattere più gentile e non adatto alla battaglia. Rygar non è solo, per sua fortuna, ai comandi di Daikengo: lo accompagnano Cleo, figlia del ministro Dulles, e i due buffi robot Otoke e Anike.

Edizione italiana

Il cartone è stato trasmesso integralmente in Italia dalle reti locali a partire dal 1981. Successivamente è stato replicato diverse volte, e in anni più recenti anche su canali satellitari.[1]

Sigle

La sigla italiana della serie è Daikengo, la cui parte musicale è stata scritta da Walter Rodi e Giorgio Santini, mentre il testo è di Salvatore Pinna. Il brano è interpretato da Lino Corsetti, sotto lo pseudonimo di Simba.

La canzone, in questa versione, è purtroppo inedita. Nel 1982 è stato pubblicato un 45 giri, ma che conteneva solo la versione strumentale del brano. L'unica versione cantata del pezzo che sia stata pubblicata, nel 2003, è quella interpretata da Franco Martin sulla base originale.

Riferimenti

  1. Fonte: Il mondo dei doppiatori

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