Daikengo il guardiano dello spazio
Da Teleschermo Blu.
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Daikengo, il guardiano dello spazio (宇宙魔神ダイケンゴー — Uchū Majin Daikengō) è una serie a cartoni animati giapponese prodotta dallo studio Tori Pro per conto di Toei Animation. Andata in onda originariamente dal 17/7/1978 al 15/2/1979 sul canale TV Asahi, ogni giovedì dalle 18 alle 18.30. La serie consta di 26 episodi.
Trama
Il pianeta Magellano, sotto il comando di Lady Baracross e del generale Roboleon, sta conducendo una dura campagna di conquista della galassia. Il prossimo pianeta che rischia di cadere è Emperius, governato da re Empel.
Il principe ereditario Samson viene ucciso con l'inganno da Roboleon mentre sta cercando di arrestare le forze di Magellano su un pianeta vicino a Emperius. L'unica speranza rimane risveglio di Daikengo, il gigantesco robot protettore di Emperius. L'indomani è infatti atteso il passaggio della cometa conosciuta come il Guardiano dello Spazio, che passa in prossimità di Emperius ogni 950 anni, e la cui energia è in grado di ridestare il possente robot.
Il re decreta che sarà il proprio figlio minore Yuga ad assumersi la responsabilità del comando di Daikengo, dato che il maggiore Rygar sarà il successore al trono. Ma con sorpresa di tutti è proprio Ryger a decollare il giorno dopo, per il bene del fratello minore, di carattere più gentile e non adatto alla battaglia. Rygar non è solo, per sua fortuna, ai comandi di Daikengo: lo accompagnano Cleo, figlia del ministro Dulles, e i due buffi robot Otoke e Anike.
Edizione italiana
Il cartone è stato trasmesso integralmente in Italia dalle reti locali a partire dal 1981. Successivamente è stato replicato diverse volte, e in anni più recenti anche su canali satellitari.[1]
Sigle
La sigla italiana della serie è Daikengo, la cui parte musicale è stata scritta da Walter Rodi e Giorgio Santini, mentre il testo è di Salvatore Pinna. Il brano è interpretato da Lino Corsetti, sotto lo pseudonimo di Simba.
La canzone, in questa versione, è purtroppo inedita. Nel 1982 è stato pubblicato un 45 giri, ma che conteneva solo la versione strumentale del brano. L'unica versione cantata del pezzo che sia stata pubblicata, nel 2003, è quella interpretata da Franco Martin sulla base originale.
Riferimenti
- ↑ Fonte: Il mondo dei doppiatori
Collegamenti esterni
- Scheda del cartone su Tana delle Sigle


